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11 marzo 2009
MACELLERIA MESSICANA A PALAZZO NUOVO
Tutto inizia con un volantinaggio del FUAN, la destra giovanile poco di
governo e molto squadraccia quando occorre (ricordiamo l'occupazione
arrogante della sede CGIL a Roma): un volantinaggio a dire il vero poco
proficuo - nessuno se li filava di striscio, fortunatamente,
nell'indifferenza generale del sonnolento mattino studentesco, se non
fosse stato per quei simpaticoni dei centri sociali che hanno pensato
bene di regalare ai pidiellini refrattari un po' di celebrità:
chiamati, prontamente arrivano poliziotti in assetto anti sommossa, per
difendere i diritti d'espressione democratici che la nostra
costituzione garantisce anche a chi, alle leggi fondamentali ci
sputerebbe sopra.
Di lì, l'inferno: ragazze che non c'entravano nulla manganellate mentre
cercavano di aggirare il cordone per andare a lezione, e la polizia
sotto le scale in fondo all'atrio, in pieno edificio, con l'Askatasuna
che giocava a nascondino ed al lancio delle uova provocando agenti che,
a giudicare dai sorrisini e dalla violenza gratuita, s'era capito più o
meno da che parte stavano, anzichè dalla parte dell'interposizione
democratica per la sicurezza e degli studenti che con quello scontro
non c'entravano un benemerito.
C'è mancato poco che la polizia entrasse nelle aule di lezione,
bastavano un paio di decine di metri per le scale, robe che neanche nel
Cile di Allende. L'università oggi è stata violata, militarizzata in un
modo indegno di un Paese civile occidentale, tutto ciò grazie ad un
manipolo di fascisti in cerca di celebrità e di vittimismo a buon
mercato (domani ne parleranno tutti i giornali ed i figliocci di Evola,
Almirante e Mussolini faranno la figura dei paladini della libertà) e
grazie ad un opposto manipolo di fascisti rossi figli di papà a cui
piace giocare a guardie e ladri, utilizzando la politica come semplice
giustificazione del proprio essere teste di cazzo, invece che lo stadio
o cose simili, non arrivando a capire che così facendo danno consenso a
gente che ha appoggiato una riforma disastrosa cercando sempre ogni
distinguo; ma soprattutto non ricordandosi la massima del Che che le
idee non si sconfiggono con la forza, ma con la determinazione degli
argomenti e con la discussione.
| inviato da Andrea Cavaletto il 11/3/2009 alle 0:25 | |
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1 febbraio 2009
CHE COSA MI PASSA PER LA TESTA?
Mi scuso della latitanza, è un momento difficile, lo è per molti. Lascio che ad esprimere ciò che mi passa per la testa siano due scene di Nanni che in questi giorni mi tormentano. Qualcuno mi criticherà, dirà che mi sono ridotto ormai a sembrare l’ultimo Pasolini, ma è un pessimismo antropologico di cui non posso fare a meno, in queste condizioni.
“Te lo meriti Alberto Sordi!” Il qualunquismo italiota, il nichilismo, il deserto di valori in cui la spuntano i furbi. Sempre e comunque. Urlando al bar che rossi e neri son tutti uguali. E che quindi così fan tutti, così faccio io.
"Cos'è questa cosa del malgoverno democristiano" "Eh, il malgoverno dei democristiani" "E allora?" "Non è d'accordo?" "No" "Non capisco.."
Fenomenale ritratto del qualunquismo di sinistra, speculare al qualunquismo di destra. Con il loro parlare per sentito dire, la loro spocchia infantile, il loro doversi sentire sempre con le spalle coperte, il loro esser sempre pronti a rinnegare per convenienza, il loro essere sempre i più estremisti, prima a sinistra oggi a destra, oggi a destra domani a sinistra, per moda, per mancanza di carattere, per aridità umana. Se ci pensiamo bene questo spiega molte del perchè siamo arrivati a questo punto. Il perchè chi allora seguiva per moda e superficialmente degli ideali oggi voti berlusconi e si sia abbruttito, sia oggi cinico, spietato, disumano, piegato al mero interesse, dimentico di parole come solidarietà, razionalità, giustizia, rigore morale. Di queste persone è pieno il Paese, è impossibile non conoscerli.
Aveva ragione Nanni. Quanto aveva ragione. Che anche in una società migliore di questa, ci si finisce a trovare d'accordo sempre con una minoranza di persone. Ma non è perchè non si crede nelle persone, no, è perchè non si crede nella maggioranza delle persone. E talvolta si fa centro.
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10 gennaio 2009
NEVE E PRIMI DELLA CLASSE A RIVAROLO
Riporto qui il comunicato del gruppo consiliare "Besso Marcheis per Rivarolo" in merito ai disagi causati in città dalla mancata chiusura degli istituti scolastici, a seguito delle previsioni che annunciavano abbondanti nevicate.
"ll Gruppo Consiliare
“Besso-Marcheis per Rivarolo”, in merito all'emergenza neve dei
giorni scorsi, rileva che ancora una volta il Sindaco, che vuol
sempre essere un passo avanti, “ha toppato”.
Sull'abbondante nevicata,
ampiamente prevista, è infatti scivolato il primo cittadino che,
presa la decisione di tenere aperte le scuole il giorno 7 gennaio,
non è però stato capace di creare le condizioni affinché ciò
potesse avvenire in sicurezza.
La città era
impraticabile e i disagi alla popolazione, già presenti in notevole
misura per il solo fatto che fosse nevicato, sono stati moltiplicati
dalla decisione di tenere aperte le scuole della città.
Insegnanti, genitori e,
naturalmente, studenti di elementari, medie e scuole superiori, hanno
dovuto affrontare strade impraticabili nel tentativo di raggiungere
gli istituti scolastici, contribuendo a congestionare un traffico già
difficoltoso e pericoloso, sia a piedi che in auto o su mezzi
pubblici.
Era preferibile
riconoscere i propri limiti e decidere di tenere chiuse le scuole,
evitando sia i disagi agli utenti delle strade sia agli utenti delle
strutture scolastiche: i ragazzi delle scuole elementari e medie
hanno, infatti, aspettato il servizio mensa fino a tardo pomeriggio
ed enorme è stata la confusione generale in cui versavano anche le
scuole superiori.
Per poter fare il primo
della classe bisogna avere tutti i numeri che il ruolo richiede,
altrimenti, un po' di umiltà non guasta."
Sì certo, un passo avanti, ma attenti, studenti e famiglie al seguito, a non sprofondare nella neve.
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7 gennaio 2009
ANCHE SE VOTATI DALLA MAGGIORANZA, NON SONO DEMOCRATICI. PDL DIXIT
 1. Finalmente l'hanno ammesso. Quelli del Pdl, voglio dire: non facciamo altro che sentirli dire che è vero, Hamas è stata democraticamente eletta, ma non è un'organizzazione democratica. Infatti, aggiungo io, anche senza scomodare la storia, o un Norberto Bobbio di cui sentiamo sempre di più la nostalgia, la democrazia non solo non si risolve nelle libere elezioni, ma diffida, quando è sana ed incorruttibile, di coloro che fondano il proprio potere esclusivamente sul consenso, a scapito delle regole. La separazione dei poteri, il potere di iniziativa del legislativo in una repubblica che ancora tale è (sulla carta), il legame ai principi ed alle radici della democrazia (tolleranza, giustizia, equità, laicità). L'augurio quindi è che la facciano finalmente finita con le solite frasi pappagallesche sugli italiani che li hanno votati e che quindi hanno dato loro il mandato di fare quel che vogliono come vogliono per un tempo indefinito e senza alcun bastone tra le ruote. Potrebbe essere un buon spunto di riflessione per il maggior Partito di opposizione, che magari recuperi un po' di sana intransigenza di matrice gobettiana verso chi, quelle regole, le disprezza e le tratta come carta straccia ogni giorno di più, minacciando di riscriverle a proprio piacimento. Anche perchè non vorrei, e qui apro e chiudo la parentesi, che a diventare il maggior Partito di opposizione sia un Partito che ha posizioni agghiaccianti, sconosciute o provincialotte su qualsiasi tema che non sia la giustizia, e che ha una struttura monarchica e familista. 2. Avevo qui detto che ero ben poco fiducioso della prospettiva che riguarda l'approccio USA all'ennesima crisi mediorientale, poichè Obama è legato ad una politica estera di cui dovrà farsi volente o nolente continuatore. Obama però nel mentre ha parlato, poche parole e piuttosto vaghe, ma è abbastanza per far sì che io speri di sbagliarmi. 3.Mentre scrivo, Sarkozy ha annunciato che "Israele e l'Anp hanno accettato la proposta franco-egiziana di tregua per porre fine all'offensiva nella Striscia di Gaza."; il fatto che Hamas stia ancora discutendo della proposte, e che Israele pare apprezzi solo la parte dell'accordo sulla cessazione dei lanci di razzi, sembrano smentirlo. Attendiamo, intanto è partita la tregua di tre ore, un cortissimo respiro per una terra martoriata.
4.Noto con piacere che Facebook ha cancellato il vergognoso gruppo "Più rum meno rom", i cui contenuti facevano letteralmente accapponare la pelle, nonostante l'apparentemente "piuttosto innocuo" slogan. Rimane, ahimè, il problema culturale delle migliaia di ragazzi iscritti, poichè quelli non scompaiono per decreto. Quando leggi da un tuo coetaneo e conoscente, come dalla candida donzella in bikini, che "la soluzione della questione rom è quella di prendere un lanciafiamme e metterli in cerchio" , ecco, ti vien voglia di riaprire "La banalità del male", sperando in qualcosa che cambi il corso degli eventi. Quel qualcosa, direbbe "Nino" Gramsci, non può essere che un Partito vero, di cui manca oggi la funzione educatrice.
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4 gennaio 2009
GAZA, IL PESSIMISMO E LE VOLONTA'
(Limes) Trovo sempre più difficile, di questi tempi, mantenere mia la massima di Romain Rolland "pessimismo dell'intelligenza, ottimismo della volontà": le sequenze belliche che giungono da Gaza annebbiano la volontà, e nemmeno il pessimismo è pessimismo lucido, pessimismo d'intelligenza. Partirei da due premesse, la prima che lo Stato d'Israele ha il pieno diritto ad esistere, la seconda che la forza elettorale di Hamas deriva da una situazione complicata e nella quale hanno, volutamente, responsabilità parecchi attori del medio oriente e non (i corrotti di Fatah, la Siria , l'Iran e altri Paesi arabi, lo stesso Israele, i sinora acritici ed evenescenti Stati Uniti). Molti hanno lucrato sull'isolamento palestinese e sul peggioramento delle condizioni del suo popolo, e a farne le spese rimangono solamente i civili israeliani sotto tiro dei Qassam e lo stesso popolo palestinese, straziato e guidato da fondamentalisti.
Ora, gli ideologhi della destra nostrana e mondiale potranno ricamarci all'infinito, ma il punto rimane quello espresso da D'Alema, ovvero che, come diceva Tacito, si negozia con i nemici e non certo con gli amici. Il tentativo di coinvolgere Hamas nei negoziati è l'unica soluzione perchè rappresenta l'unico mezzo per moderare il movimento e costringerlo al compromesso: finchè Hamas non riconoscerà Israele, Israele stesso non vincerà alcunchè, nonostante tutti i proclami che potranno essere fatti al termine di operazioni di aria e di terra che si annunciano prolungate.
M'indigna la posizione acriticamente filoisraeliana del nostro Paese nella questione mediorientale, e non solo perchè alla Farnesina c'è un maestro di sci ogni due per tre alle Maldive o a Cortina, ma perchè un profilo di questo tipo non può che rendere la nostra importanza nello scacchiere geopolitico mondiale ancora più ridicola di quel che è oggi in confronto con un passato in cui è vero, eravamo il crocevia di due mondi, ma vi erano anche uomini di Stato che avevano un'idea ferma e coerente di politica estera italiana.
Ancora due battute finali di pessimismo: 1) non credo, sinceramente, che Obama alla Casa Bianca potrà portare un significativo cambio di linea, rimarrà plausibilmente nel solco della politica estera classica degli USA in Medio Oriente. 2) Vedo affievolirsi le possibilità di due popoli in due Stati, soluzione che mi era sempre parsa la migliore per molte ragioni. Di fronte all'odio ideologico che pervade entrambi i fronti e conscio della debolezza, in assenza di garanzie ONU e di responsabilità da parte di USA e Europa, della stabilità dello scenario mediorientale, mi viene spontaneo domandarmi se la soluzione migliore non sia un'unica Palestina multietnica, libera da influenze dei Paesi arabi vicini e libera dalla carica monoetnico-monoculturale che caratterizza le istituzioni di Israele.
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